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mercoledì 16 novembre 2011

LA LIBERTA' CAMMINA SUI PIEDI DELL'ISTRUZIONE

Giovedì 17 Novembre, Giornata Mondiale per il Diritto allo Studio, i Giovani Democratici Siciliani tornano a discutere di scuola con un'iniziativa dal forte valore propositivo.

Al centro del dibattito la riforma dell'attuale legge regionale sul Diritto allo Studio.

INTRODUCE:

-Guglielmo Sidoti, responsabile scuola Giovani Democratici Sicilia

INTERVENGONO:

- Piero David, capo segreteria tecnica assessorato regionale alla P.I.
- Vincenzo Sansone, Consigliere C.N.S.U.
- Rosario Di Benedetto, coordinatore Federazione degli Studenti Sicilia
- Emanuel Sammartino, responsabile università Giovani Democratici Sicilia

SALUTI:

-Gabriele Lo Re, segreterio Giovani Democratici Messina
-Salvo Nicosia, segretario Giovani Democratici Sicilia

A seguire uno spazio dedicato agli interventi e le domande del pubblico ed un aperitivo offerto dai Giovani Democratici di Messina.




martedì 7 giugno 2011

Messina rifiuta l'amicizia alla rete wi-fi

Che l'utilizzo di internet sia oggi strumento indispensabile per i singoli come per i gruppi questo è risaputo. La sua utilità è confermata dai molteplici utilizzi che se ne fanno. Dal mondo del lavoro a quello di intrattenimento, dalla comunicazione personale a quella collettiva, fonte di informazione e formazione.
Oggi l'accesso ad internet non è semplice capriccio, ma vero e proprio diritto di ogni cittadino. Diritto che non può e non deve incontrare limitazioni di carattere economico.

Le nuove tecnologie, inoltre, hanno reso estremamente mobili le piattaforme dalle quali accedere ad internet, permettendone ad esempio la navigazione tramite un semplice telefono cellulare.

A questo dato va aggiunta la possibilità di utilizzare reti di trasmissione wireles, cioè di quelle tecnologie che non necessitano di un collegamento fisso e che permetterebbero attraverso le soluzioni wi-fi una connessione mobile.

Non tutti possono permettersi i costi per le attrezzature e l'utilizzo della rete stessa e ciò genera un divario digitale tra zone ricche e povere del nostro paese, altrimenti detto digital divide.

L'istallazione di reti wireless, in piazze e luoghi di aggregazione strategici, costituirebbe un economico e semplice strumento di crescita per la nostra comunità, dei singoli così come per i gruppi e delle relazioni, nonchè valido strumento culturale.

Fornire a tutti i cittadini la possibilità di accedere ad una rete wi-fi a titolo gratuito non è un'utopia, ma una realtà tangibile per moltissime città italiane. Il tutto da diversi anni.

In alcune realtà metropolitane, come Bologna, Roma, Milano si discute addirittura di realizzare, attraverso un accordo siglato con i commercianti, una rete wi-fi federata che includa vastissime porzioni di territorio.

A ridurre fortemente l'impatto economico sulle casse del comune potrebbe essere l'utilizzo di pali della luce e della rete di illuminazione pubblica. Ciò consentirebbe di ridurre i costi di istallazione, utilizzando un cablaggio esistente che non prevede nuovi scavi, nonchè permanente mobilità dei dispositivi.

Mi rallegra, in conclusione, che sul lungo mare di Reggio Calabria nel mese di luglio cominceranno i lavori per la realizzazione di una wi-fi zone totalmente gratuita e al servizio dei cittadini. Un po' meno che una città come la nostra ne risulti sprovvista.

Addirittura nei confronti della fibra ottica (per la quale Reggio Calabria si sta attrezzando) ci sarebbero dei contrari come afferma la dr.ssa Cannistrà, marketing manger dell'Associazione degli artigiani di Messina, la quale ha affermato: "I nostri iscritti non hanno il tempo nè la possibilità di avere notizie tramite il computer per i loro affari"

I problemi all'istallazione di reti wi-fi forse sono di carattere economico, molto più realisticamente di natura culturale. La cultura che non c'è.

Sembra molto più realistica quest'ultima causa se consideriamo che l'amministrazione comunale non ha ottenuto l'istallazione gratuita del Kit Open Source creato dal consorzio delle università romane in collaborazione con l'azienda Wireless Provider Unidata. Il tutto sarebbe stato gratuito ed oggi è realtà in 150 città italiane, tra cui la vicina Catania e la piccola Domodossola.

Per non dimenticare che "teoricamente" un hot spot wi-fi esiste nella centralissima Piazza Cairoli, sempre "teoricamente" da luglio 2010. Certi invece i proclami trionfalistici dell'amministrazione nell'affermare che l'operazione avrebbe reso Messina, in questo settore, al centro del mediterraneo.

Se questi sono i risultati del loro impegno per restituire Messina ai suoi vecchi splendori......


lunedì 6 giugno 2011

La truffa delle 50 assenze scolastiche

Fin da ottobre ho assistito alla preoccupazione di quanti si chiedevano se manifestare contro i tagli della Riforma Gelmini avrebbe compromesso l'anno scolastico. Già da allora giravano le voci di una norma, secondo la quale superati i 50 giorni di assenza si veniva bocciati.

Altra preoccupazione il famigerato 5 in condotta, già applicato dall'anno precedente.

Oggi siamo a Giugno, la scuola è praticamente finita e lo spettro delle 50 assenze per alcuni è diventato una condanna inesorabile.

Alcuni ragazzi, addirittura, hanno abbandonato la scuola già da marzo, convinti che qualunque sforzo sarebbe stato praticamente inutile avendo superato il limite massimo di assenze stabilite .

Questa situazione mi spinge a fare un po' di chiarezza, per quanto mi è possibile, sulla norma in questione e sugli strumenti che gli studenti hanno a disposizione per contrastarne gli effetti.

Partiamo dalla norma.

Il Miur (Ministero Istruzione Università Ricerca), con la circolare 20 del 4 marzo 2011, ha fornito indicazioni per una corretta applicazione della normativa relativa alle assenze. La norma di riferimento per le secondarie di II grado è l'art. 14 comma 7 del DPR 122/07.

La circolare ministeriale del 4 marzo stabilisce che:

-Le assenze devono essere conteggiate sul monte ore annuale di riferimento e non su quello delle singole discipline.
-La validità dell'anno scolastico si basa sulla presenza/frequenza dei 3/4 dell'orario di tutte le attività oggetto di formale valutazione


Motivo di deroga dell'obbligo di presenza dei 3/4 del monte orario sono:

-Gravi motivi di salute
-Terapie o cure programmate
-Donazione del sangue
-Partecipazione ad attività sportive a livello agonistico e riconosciute dal CONI
-Adesione a confessioni religiose per le quali il sabato viene considerato giorno di riposo


Elemento di rilevanza primaria è costituito dalle comunicazioni alle famiglie e agli studenti circa l'orario annuale personalizzato ed il numero massimo di assenze (o limite minimo di presenze) per poter accedere agli scrutini finali.

Tali comunicazioni, per adempiere alle disposizioni previste dalla circolare del 4 marzo, dovevano avere luogo ad inizio anno scolastico e tra i mesi di marzo e maggio, con lo scopo di "avvertire" genitori e studenti qualora il limite di assenze previste fosse vicino.

Da quest'anno, dunque,viene applicata la circolare n 20 secondo la quale ai fini della validità dell'anno scolastico è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell'orario annuale.

Il limite dei 50 giorni appare, tuttavia, come una semplificazione del problema, rappresentando il risultato aritmetico del calcolo su 200 giorni di attività scolastica, ovvero la durata minima del calendario scolastico. Senza tenere conto dei corsi sperimentali, dei percorsi personalizzati, ma soprattutto dei calendari scolastici regionali che prevedono ad esempio in Calabria un monte orario rapportabile in 211 giorni di scuola.

Quella della bocciatura superate le 50 assenze scolastiche, oltre ad implicare una serie di problemi oggettivi rappresenta anche e soprattutto una truffa.

Il numero delle ore di assenza raggiunto, infatti, deve essere comunicato allo studente e alla famiglia ad inizio anno scolastico e con una seconda comunicazione tra i mesi di marzo e maggio , qualora lo studente stia per raggiungere il limite stabilito. Cosa non possibile.

La circolare ministeriale che specifica come si calcolano le assenze è stata emanata soltanto il 4 marzo, ovvero quando secondo la stessa circolare lo studente avrebbe dovuto ricevere la seconda comunicazione inerente al numero di assenze accumulate.

Questo particolare temporale restituisce agli studenti la possibilità di formulare ricorsi, ma non è il solo.

La circolare infatti alla voce deroghe non inserisce i giorni di assenza accumulati durante "l'autunno caldo", caratterizzato da manifestazioni, occupazioni, assemblee autoconvocate e autogestioni. Tutto ciò cozza con la nostra Costituzione che Maria Stella continua imperterrita a non considerare. Infatti valutare come giorni di assenza le proteste studentesche significherebbe ledere il diritto di libera manifestazione del pensiero (ex art.21), il diritto di sciopero (ex art. 40 Cost.) nonchè il diritto di riunirsi e associarsi come stabilito dall'articolo 17 e 18 della nostra Costituzione.

L'intento di dare delle regole chiare agli scolari assenteisti appare lodevole da parte del ministero, ma l'unico obiettivo che sembra perseguire Maria Stella è quello di reprimere le proteste degli studenti attraverso meri strumenti di ricatto e di nascondere dietro il velo del rigore l'inadeguatezza del sistema scolastico italiano.

Alcuni dati ufficiosi danno a 20mila gli studenti a rischio bocciatura a causa del limite massimo di assenze e a questi vanno aggiunti coloro i quali purtroppo hanno già abbandonato la scuola a metà anno convinti di non poter accedere agli scrutini finali a causa del limite di assenze.

In Sicilia in particolar modo, presa in esame l'alta percentuale di dispersione scolastica, l'introduzione di norme così rigide per una popolazione scolastica composta da una percentuale di studenti/lavoratori e caratterizzata da condizioni familiari precarie rappresenta quanto di più diseducativo questo ministero potesse fare.

Educare significa affrontare un percorso di studio con l'obiettivo di fornire un'adeguata preparazione culturale e lavorativa e qualora ci fossero delle lacune colmarle. Educare significa fornire elementi di cittadinanza, di legalità. Significa mettere nelle stesse condizioni gli studenti per permettere loro, attraverso i propri meriti di progredire.

I concetti di educazione e di merito non potranno mai essere ridotti alla quantità di ore passate sui banchi di scuola.

La scelta finale spetta ai singoli, tuttavia, ai consigli di classe e d'istituto. I motivi di deroga hanno infatti valore indicativo spettando alle singole istituzioni scolastiche l'applicazione delle stesse.

E' infatti il consiglio di classe, che rispetta i criteri definiti dal collegio docenti, a stabilire se l'alunno ha superato o meno il numero massimo di assenze.

Che la Gelmini e la sua riforma fossero bocciate dagli studenti questo era ovvio. Ora tocca alle istituzioni scolastiche messinesi con le quali come Federazione degli Studenti nei prossimi giorni apriremo un confronto. Se queste si dimostreranno sorde alle istanze degli studenti e ci sarà anche un solo studente bocciato nonostante la sufficienza in tutte le materie anch'esse finiranno per essere bocciate alla stregua del nostro caro ministro della pubblica (d')istruzione.

Alcuni Link Utili:

FLC CGIL analisi circolare n 20 del 4 marzo 2011

Appello Rete Studenti Medi contro la bocciatura per assenze



giovedì 28 aprile 2011

La cultura rende un popolo facile da guidare, ma difficile da trascinare. Facile da governare, ma impossibile da schiavizzare.

Cercando una definizione efficace per il termine cultura mi sono imbattutto nella sua origine latina, cultura infatti deriva da "colere" che significa coltivare e di certo questo mi sembra il modo più adeguato per descrivere il concetto stesso di cultura. Coltivare una formazione individuale, coltivare l'animo umano, coltivare il variegato insieme di costumi, atteggiamenti, valori, ideali di una determinata società. Questo il senso che mi va di dare alla cultura. La cultura si basa su trasmettitori, siano essi materiali o umani.

Durante questo lavorare sul significato della parola cultura e sugli strumenti utilizzati per tramandarla e diffonderla non può che venirmi in mente il nostro impegno quotidiano, i nostri ragionamenti volti a trovare il metodo più efficace per migliorare la nostra città, quindi la nostra società. Abbiamo sempre cercato di puntare sulla formazione, sulla creazione di una coscienza critica e per far ciò la cultura rappresenta l'elemento primario. Cineforum, incontri tematici, dibattiti, letture, manifestazioni musicali o a favore della legalità, tutti momenti di condivisione importanti che ci hanno mostrato come la cultura sia indispensabile in una società che ha la presunzione di autodefinirsi civilizzata.

Messina, agli occhi di tutti, presenta un panorama scarno dal punto di vista culturale. La promozione dei talenti e dei giovani artisti messinesi si limita a qualche sporadica manifestazione, che tra gli intenti (politici) racchiude ogni cosa tranne il reale interesse nei confronti della cultura e dei suoi trasmettitori. Abbiamo assistito alla strumentalizzazione della cultura in occasioni come la notte bianca della cultura, che meglio potremmo definire come notte bianca della celebrazione di scarsissimi politici messinesi, che hanno pensato bene di farsi pubblicità in vista delle prossime elezioni.

Come dimenticare, invece, la Giornata Mondiale del Teatro, che per la prima volta organizzata a Messina dalla Consulta Provinciale degli Studenti ha visto salire sul palco il Presidente della Provincia Nanni Ricevuto, il quale si è "limitato" ad elogiare l'impegno dell'amministazione provinciale nei confronti della promozione dei giovani artisti mesinesi, riferendosi all'improvvisa e insispiegabile disponibilità del Vittorio Emanuele dopo che la Consulta aveva deciso di collaborare con la Provincia per la giornata (guarda caso, prima di decidere di fare intervenire il buon vecchio Nanni alla conferenza stampa, il teatro, gestito dal fratello Gustavo, non era disponibile).

O la mancanza di una risposta alla lettera aperta indirizzata a Ricevuto, scritta personalmente e pubblicata da alcuni giornali in cui descrivevo i costi esorbitanti per sale prove (tutte private) o la mancanza di spazi pubblici in cui esibirsi di giovani e giovanissimi artisti messinesi che come unica colpa avevano quella di aver seguito la passione per la musica senza aver messo in conto la strafottenza di chi li governa.

In quella lettera avevo invitato il Presidente Ricevuto "a non creare false illusioni sociali tra i ragazzi che si accingono ad entrare in questo mondo da professionisti del settore. L'arte rappresenta quanto di più bello prodotto dall'uomo, ma per vivere si ha bisogno di una casa, di una retribuzione adeguata, di sicurezze. Oggi il giovane messinese non ha tali sicurezze e deve sostenere costi esorbitanti per una formazione privata che molto probabilmente non troverà riscontri lavorativi."

Mi vengono in mente le parole di un grande statista come De Gasperi il quale disse che "il politico pensa alle prossime elezioni, lo statista alle prossime generazioni".

Messina non è solo abusivismo, mafia, clienteralismo, corruzione, disoccupazione... squallore.

Messina è tanto altro. E' eccellenze, anche e soprattutto in campo culturale.
Messina è la voglia dei suoi cittadini di cambiare e di crescere. E si cresce soprattutto attravero la Cultura.
La Cultura di chi si spende gratuitamente ogni giorno per diffondere idee e valori ai più sconosciuti, per i tanti preparati professionisti denigrati e relegati a manifestazioni corali in cui hanno a disposizione 5 minuti per mostrare la propria arte frutto di anni ed anni di sacrifici e studii.

Messina non è morta come alcuni vorrebbero. Messina risorgerà e saranno i suoi figli più generosi a riportarla ad essere la porta di accesso a quella che un tempo era la MAGNA GRECIA.

Due appuntamenti per Messina e i Messinesi:

Il 30 Aprile 2011
Unione Per La Cultura porta in scena l'evento multidisciplinare "Perla Prima" in cui si alterneranno i migliori artisti messinesi nelle più disparate discipline presso il Teatro della Luna Obbligua (Cristo Re, strutture sordomuti)

Il 1 Maggio 2011
L'associazione Indipendentemente e il centro multiculturale OFFICINA vi invitano presso i propri locali (in via dei disciplinati) per celebrare la festa del lavoro e dei lavoratori in compagnia delle associazioni partecipanti e di moltissimi gruppi musicali come i VALLANZASCA per la prima volta a Messina dopo 13 anni.

Due occasioni più uniche che rare per dimostrare, dopo la criticità, la voglia di ricostruire.

"Quali beni di tale importanza farai tuoi una volta diventato lapicida, costei ti ha chiesto: non sarai nient’altro che un lavoratore, uno che fatica e che ha posto tutte quante le speranze della sua vita in questo (lavoro), che è lui stesso oscuro, che riceve piccoli e trascurabili guadagni, misero nelle ambizioni, trasandato nelle comparse, non inutile agli amici né temibile per i nemici, né invidiabili per i cittadini, ma soltanto un lavoratore e uno di quelli dalla massa, che ha sempre paura di chi è più ricco e che fa la corte a chi è capace di parlare, che vive una vita di lepre, e che è preda del più forte." Luciano

lunedì 26 luglio 2010

Lettera aperta al Presidente della Provincia di Messina

Presidente della Provincia Regionale di Messina,

oggi 27 Marzo si celebra per la prima volta in Italia la Giornata Mondiale del Teatro, istituita in Austria nel 1961 dall'ITT ( Istituto internazionale del teatro). La Giornata mondiale del Teatro è volta a richiamare l'interesse del pubblico - in particolare i giovani - sull'importanza del teatro, quale elevata forma di espressione artistica di alto valore sociale, in grado di rafforzare la pace e l'amicizia tra i popoli, a promuoverne la funzione educativa e sociale, in quanto fattore fondamentale di aggregazione e socializzazione delle varie realtà culturali del nostro Paese. Personalmente plaudo l'iniziativa da Lei coordinata presso il Teatro Vittorio Emanuele con la collaborazione della Consulta Provinciale degli Studenti di Messina. Da Presidente della suddetta, in seguito ad un'indagine portata avanti assieme ai rappresentanti delle scuole, sono giunto alla conclusione che la sua azione di sensibilizazzione nei confronti della cultura e della creatività studentesca sia lodevole, ma priva di riscontri pratici. L'amministrazione comunale e provinciale ha in diverse occasioni manifestato la volontà di dare risalto ad un settore troppo spesso ignorato o sfruttato. Noto una certa contraddizione tra le iniziative promosse ed il panorama attuale: gli studenti impegnati in attività legate alla cultura e alla creatività non usufruiscono di spazi e strumenti adeguati. Ritengo una vergogna che i giovanissimi musicisti messinesi siano costretti a sborsare dai 20 ai 50 euro all'ora per provare in sale attrezzate e che il costo di incisione di un singolo oscilli dai 50 ai 100 euro, tutto ciò a causa della totale assenza di spazi e strumeti gratuiti a loro riservati. Noto con rammarico che i nostri artisti emergenti e le loro compagnie non riescono a fare della passione una professione, essendo lasciati soli di fronte allo sfruttamento e relegati ad attività di mero intrattenimento. Mi rivolgo a Lei, di cui conosco sensibilità e capacità politica, per denunciare la totale latitanza delle istituzioni cittadine nei confronti degli artisti emergenti che andrebbero, a mio avviso, valorizzati e supportati adeguatamente, piuttosto che abbandonati a se stessi in attesa di risposte mai giunte. Per una città come la nostra, martoriata dall'indifferenza e dalla sfiducia, una seria politica culturale servirebbe a formare nei cittadini una coscienza diffusa. Gli studenti messinesi e coloro i quali sia avvicinano a questo mondo hanno il diritto di usufruire di spazi adeguati e completamente gratuiti in cui sviluppare liberamente creatività e cultura. Se ciò non fosse possibile la invito caldamente ad abbandonare ogni iniziativa in tal senso, che servirebbe solo a creare false illusioni sociali tra i ragazzi che si accingono ad entrare in questo mondo da professionisti del settore. L'arte rappresenta quanto di più bello prodotto dall'uomo, ma per vivere si ha bisogno di una casa, di una retribuzione adeguata, di sicurezze. Oggi il giovane messinese non ha tali sicurezze e deve sostenere costi esorbitanti per una formazione privata che molto probabilmente non troverà riscontri lavorativi. La prego di prendere in considerazione questi elementi e di visionare il materiale da noi prodotto in tal senso. Credo sia una questione di rispetto e dignità, il futuro di questi ragazzi è anche in mano sua, ne faccia un buon uso. C’è la necessità di una politica matura e capace di promuovere la dignità umana contro i pregiudizi di chi oggi vede Messina come ultima ruota del carro. La città dello Stretto è una città ormai dimenticata ignorata e profondamente amareggiata, ma ha voglia di spazi culturali per la musica, il cinema, il teatro: una realtà che vuole tornare ad essere viva e attiva, capace di costruire il futuro e non di esserne vittima. Credo sia una questione di rispetto e dignità, il futuro di questi ragazzi è anche in mano sua, ne faccia un buon uso.



Guglielmo Sidoti
Presidente della Consulta Provinciale degli Studenti