Che l'utilizzo di internet sia oggi strumento indispensabile per i singoli come per i gruppi questo è risaputo. La sua utilità è confermata dai molteplici utilizzi che se ne fanno. Dal mondo del lavoro a quello di intrattenimento, dalla comunicazione personale a quella collettiva, fonte di informazione e formazione.Oggi l'accesso ad internet non è semplice capriccio, ma vero e proprio diritto di ogni cittadino. Diritto che non può e non deve incontrare limitazioni di carattere economico.
Le nuove tecnologie, inoltre, hanno reso estremamente mobili le piattaforme dalle quali accedere ad internet, permettendone ad esempio la navigazione tramite un semplice telefono cellulare.
A questo dato va aggiunta la possibilità di utilizzare reti di trasmissione wireles, cioè di quelle tecnologie che non necessitano di un collegamento fisso e che permetterebbero attraverso le soluzioni wi-fi una connessione mobile.
Non tutti possono permettersi i costi per le attrezzature e l'utilizzo della rete stessa e ciò genera un divario digitale tra zone ricche e povere del nostro paese, altrimenti detto digital divide.
L'istallazione di reti wireless, in piazze e luoghi di aggregazione strategici, costituirebbe un economico e semplice strumento di crescita per la nostra comunità, dei singoli così come per i gruppi e delle relazioni, nonchè valido strumento culturale.
Fornire a tutti i cittadini la possibilità di accedere ad una rete wi-fi a titolo gratuito non è un'utopia, ma una realtà tangibile per moltissime città italiane. Il tutto da diversi anni.
In alcune realtà metropolitane, come Bologna, Roma, Milano si discute addirittura di realizzare, attraverso un accordo siglato con i commercianti, una rete wi-fi federata che includa vastissime porzioni di territorio.
A ridurre fortemente l'impatto economico sulle casse del comune potrebbe essere l'utilizzo di pali della luce e della rete di illuminazione pubblica. Ciò consentirebbe di ridurre i costi di istallazione, utilizzando un cablaggio esistente che non prevede nuovi scavi, nonchè permanente mobilità dei dispositivi.
Mi rallegra, in conclusione, che sul lungo mare di Reggio Calabria nel mese di luglio cominceranno i lavori per la realizzazione di una wi-fi zone totalmente gratuita e al servizio dei cittadini. Un po' meno che una città come la nostra ne risulti sprovvista.
Addirittura nei confronti della fibra ottica (per la quale Reggio Calabria si sta attrezzando) ci sarebbero dei contrari come afferma la dr.ssa Cannistrà, marketing manger dell'Associazione degli artigiani di Messina, la quale ha affermato: "I nostri iscritti non hanno il tempo nè la possibilità di avere notizie tramite il computer per i loro affari"
I problemi all'istallazione di reti wi-fi forse sono di carattere economico, molto più realisticamente di natura culturale. La cultura che non c'è.
Sembra molto più realistica quest'ultima causa se consideriamo che l'amministrazione comunale non ha ottenuto l'istallazione gratuita del Kit Open Source creato dal consorzio delle università romane in collaborazione con l'azienda Wireless Provider Unidata. Il tutto sarebbe stato gratuito ed oggi è realtà in 150 città italiane, tra cui la vicina Catania e la piccola Domodossola.
Per non dimenticare che "teoricamente" un hot spot wi-fi esiste nella centralissima Piazza Cairoli, sempre "teoricamente" da luglio 2010. Certi invece i proclami trionfalistici dell'amministrazione nell'affermare che l'operazione avrebbe reso Messina, in questo settore, al centro del mediterraneo.
Se questi sono i risultati del loro impegno per restituire Messina ai suoi vecchi splendori......
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