venerdì 27 maggio 2011

Noi, Giovani Democratici

“Questi non hanno speranza di morte, e la loro cieca vita è tanto bassa, che ‘nvidiosi son d’ogne altra sorte. Fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna: non ragioniamo di loro, ma guarda e passa”Dante, Inferno III canto 46-51

Così Dante descriveva gli ignavi, considerandoli indegni di meritare le gioie del Paradiso e le pene dell’Inferno. Indegni perché vissero la propria vita senza servire né il bene né il male, senza mai osare, senza avere una propria idea, limitandosi ad adeguarsi.

L’ignavo è l’indifferente, colui che ha paura delle conseguenze che possono derivare dalle proprie scelte. E’ un opportunista, che preferisce adeguarsi alla linea del vincente. E’ soprattutto un vile, che subisce con il capo chinato, senza mai essere protagonista, neanche di se stesso.

Quello che viviamo è senza dubbio uno dei periodi più bui della storia del nostro paese, eppure gli indifferenti continuano ad esistere e avanzare. L’indifferenza continua ad essere, anche oggi, uno dei mali peggiori per una società, perché permette a pochi di decidere per molti, perché è colpevole silenzio,omertà.
In un momento storico così difficile, tra crisi economica e valoriale, tra disoccupazione e precariato, mentre assistiamo allo smantellamento del diritto allo studio e del welfare, come si può restare indifferenti ad aspettare sperando che non tocchi ad uno di noi perdere il posto di lavoro, dovere abbandonare l’università, essere sfrattati.

Come possiamo pensare che tutto ciò non ci riguardi direttamente o peggio che l’unica via da percorrere sia quella della rassegnazione.

Sono convinto che siano molto più numerosi i talenti nascosti di quelli espressi. Questo perché sono riusciti a convincerci che i sogni sono un’inutile perdita di tempo e bisogna rassegnarsi. I sogni come le idee non sono materiali, questo è vero, ma se a supportarli siamo in tanti acquistano forma e diventano tangibili.
La Politica ad esempio è l’arte del realizzare, di amministrare, di trasformare un’idea di società in realtà. Tanti italiani, oggi, nutrono sentimenti di sfiducia nei confronti dei politici, ma la politica vera è quella di tutti i giorni, quella fatta nei quartieri, nelle scuole, nelle università,sul posto di lavoro. E’ un dovere-diritto di tutti contribuire al miglioramento di ciò che ci circonda. Non ha importanza dove e come, l’importante è esportare in modo sano idee per migliorare e migliorarsi tentando giorno dopo giorno di accompagnare la promozione umana del singolo all’avanzamento economico, sociale e culturale della collettività.
A breve avrà inizio la prima campagna tesseramento dei Giovani Democratici di Messina. Un’occasione per inaugurare uno splendido percorso da fare assieme.

Il nostro non è di certo un paese per giovani, questo lo sappiamo bene. A volte è davvero frustrante constatare come tutto si trasformi in una scommessa. Senza alcuna certezza il futuro diventa una minaccia, non una promessa.

Il nostro impegno per questa ragione dovrà essere alimentato dalla passione per la politica di chi costruisce nel presente il paese che vivrà domani, da protagonista. La voglia di studiare a fondo i problemi del nostro quartiere, della nostra città, della regione, dell’Italia, dell’Europa e del mondo.

Essere un Giovane Democratico è tutto questo e molto altro.

Significa credere in un sistema meritocratico, in un’istruzione libera e pubblica, nel diritto al lavoro e nella tutela sociale del lavoratore, significa pretendere un sistema del welfare al passo con i tempi ed efficace.

Un Giovane Democratico non accetta con rassegnazione la mafia, la logica della sopraffazione,la corruzione, la speculazione, l’illegalità, la distruzione dell’ambiente, il razzismo, le discriminazioni siano esse economiche, religiose o politiche.

I Giovani Democratici rifiutano l’indifferenza perché sono il coraggio delle idee che non ha paura di esprimersi e assumere una posizione.

I Giovani Democratici ascoltano, vedono, parlano.

I Giovani Democratici siamo tutti noi.

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